Quanti sono i tipi di Keyword? Come si classificano?
Quando parliamo di Keyword nella SEO, ci riferiamo ai termini che gli utenti digitano su Google per soddisfare un’esigenza, trovare un’informazione o acquistare qualcosa.
Grazie a queste keyword, i motori di ricerca comprendono il contenuto delle pagine e decidono come classificarle all’interno delle SERP (le pagine dei risultati di ricerca).
Nel gergo di molti professionisti SEO si parla spesso di intento, volume di ricerca, difficoltà di posizionamento o, più genericamente, di “keyword strategy”.
In sostanza le Keyword si possono definire come termini o frasi usati per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. In pratica, se vogliamo apparire in prima pagina per un determinato argomento (ad es. “ricetta carbonara”), dobbiamo far capire a Google che quella determinata pagina risponde al meglio alla richiesta dell’utente che effettua quella ricerca.
L’utilizzo di parole chiave per la SEO nelle aree strategiche del contenuto (titolo, testo, meta tag, URL, ecc.) segnala ai motori di ricerca di cosa parli la tua pagina. Tuttavia, la vera sfida è farlo in modo naturale e pertinente, senza forzare la ripetizione continua di termini (pratica nota come keyword stuffing).
Come le keyword influenzano la visibilità organica
Le parole chiave SEO guidano il traffico: se individui correttamente i termini che il tuo pubblico cerca, hai più probabilità di emergere tra i risultati naturali (organici).
Quando si fa una ricerca di parole chiave i primi elementi che vengono presi in considerazione sono il volume e la difficoltà di posizionamento (Keyword Diffiiculty).
Il volume di ricerca delle parole chiave (cioè quante persone effettuano quella ricerca in un mese) e la difficoltà di posizionamento, da soli non bastano per capire quale deve essere il nostro effort per posizionarci per una determinata keyword. Sono però una buona base di partenza.
Sommario
- Tipologie principali di Keyword
- Keyword e http:intento di ricerca
- Ricerca informazionale
- Ricerca commerciale
- Ricerca transazionale
- Ricerca Navigazionale
- Perché la corretta corrispondenza tra intento di ricerca e contenuto è fondamentale?
- Keyword short-tail e long tail
- Keyword informazionali vs. transazionali
Tipologie Principali di Keyword
Le parole chiave possono essere classificate sia in base alla loro lunghezza (short-tail o long-tail) sia in base all’intento di ricerca (informazionali, transazionali, commerciali, navigazionali, branded). Ciascuna tipologia risponde a esigenze diverse e richiede strategie mirate per raggiungere il pubblico giusto.
Keyword e intento di ricerca
I motori di ricerca, Google in primis, interpretano le query in base all’intento di ricerca dell’utente dell’utente. Questo intento si collega a diverse fasi del funnel di conversione (dall’interesse iniziale fino all’acquisto o all’azione desiderata). In altre parole, dietro ogni parola chiave c’è un’esigenza specifica, e la strategia di posizionamento deve allinearsi a queste diverse necessità per essere davvero efficace.
In quali categorie si dividono le Keyword secondo l’intento di ricerca?
- Keyword Informazionali: chi cerca vuole trovare informazioni, imparare o risolvere un dubbio. È la fase alta del funnel, dove l’utente sta esplorando soluzioni o approfondendo un argomento.
- Keyword Commerciali: l’utente sta valutando prodotti o servizi, confrontando opzioni e prezzi. Siamo in una fase “considerazione”: l’interesse c’è, ma serve ancora una conferma.
- Keyword Transazionali: chi effettua questa ricerca è pronto a compiere un’azione (acquistare, iscriversi, prenotare). È la fase finale del funnel, dove si punta alla conversione.
- Keyword Navigazionali: l’utente vuole raggiungere un sito o una pagina specifica (ad esempio la pagina di login di Facebook o il sito ufficiale di un brand). Qui il motore di ricerca diventa una scorciatoia per trovare velocemente ciò che già conosce.
Ricerca Informazionale
Cosa significa?
L’utente cerca informazioni per risolvere un dubbio, imparare qualcosa di nuovo o approfondire un argomento. Non è (almeno per ora) interessato a comprare, ma vuole arricchire la propria conoscenza.
Esempi di query informazionali
- “Come trovare keyword informazionali”
L’utente vuole capire i metodi o gli strumenti per individuare parole chiave a scopo informativo. - “Ricetta per la pizza napoletana”
Chi cerca ha bisogno di una guida passo-passo o consigli sulla preparazione. - “Cos’è un NFT”
L’utente vuole scoprire il significato e le applicazioni degli NFT. - “Meteo Roma domani”
L’utente cerca una semplice informazione (condizioni meteo).
Come rispondere a questo intento
- Creare contenuti approfonditi e di qualità: articoli, guide, tutorial, case study.
- Fornire risposte chiare e dirette (possibilmente con una struttura che favorisca la lettura: paragrafi brevi, elenchi puntati, immagini esplicative).
- Inserire esempi reali e dati (video, grafici, screenshot) per dare maggior valore.
- Ottimizzare la struttura per Google: tag H2 e H3 ben organizzati, FAQ in fondo alla pagina, eventuali markup schema.org (es. FAQPage).
Ricerca Commerciale
Cosa significa?
L’utente ha già un interesse d’acquisto o di scelta di un prodotto/servizio, ma non è ancora al momento della transazione finale. Sta valutando marche, modelli, prezzi e cercando recensioni o confronti.
Esempi di query commerciali
- “Miglior VPN a basso costo”
L’utente desidera un confronto tra diverse VPN ed è sensibile al prezzo. - “Confronto smartphone fascia media 2023”
L’utente vuole capire i pro e i contro di vari modelli prima di acquistare. - “Offerte viaggi per il Giappone”
Qui la persona è interessata a trovare pacchetti o promozioni per un viaggio. - “Recensione iPhone 14”
L’utente vuole un parere prima di procedere alla spesa.
Come rispondere a questo intento
- Creare contenuti di confronto e recensioni: articoli con tabelle comparative, elenchi di pro e contro.
- Fornire opinioni e testimonianze: recensioni di utenti reali, case study, rating.
- Inserire call-to-action “soft”: link a pagine di prodotto o a moduli per essere contattati, ma mantenendo il focus sulle informazioni che l’utente cerca.
- Utilizzare meta tag accattivanti: titoli e meta description che evidenzino il confronto, il prezzo, il risparmio.
Ricerca Transazionale
Cosa significa?
L’utente è pronto all’azione (acquisto, prenotazione, iscrizione, download). Qui l’obiettivo è concludere. Le query transazionali spesso includono verbi come “comprare”, “acquistare”, “prenotare”, “scaricare”, “iscriversi”.
Esempi di query transazionali
- “Acquista scarpe running online”
L’utente ha già deciso il prodotto (scarpe da running) e vuole comprare. - “Prenota hotel 5 stelle a Milano”
Sta cercando un hotel specifico con determinate caratteristiche e vuole prenotare. - “Scarica app di fotoritocco gratis”
L’obiettivo è il download immediato dell’app. - “Iscriviti al corso di marketing avanzato”
Chi cerca ha deciso di frequentare il corso ed è in cerca di un link o modulo di iscrizione.
Come rispondere a questo intento
- Creare landing page focalizzate: con elementi chiari (immagini prodotto, prezzo, pulsante “Compra ora”).
- Inserire call-to-action ben visibili e dirette: “Aggiungi al carrello”, “Prenota subito”, “Scarica ora”.
- Fornire garanzie e rassicurazioni: reso gratuito, recensioni, certificazioni, badge di sicurezza.
- Ridurre i passaggi: processi di checkout rapidi, moduli d’ordine semplificati, pochi click tra la volontà di acquistare e il completamento.
Ricerca Navigazionale
Cosa significa?
L’utente sa già dove vuole andare: cerca un brand specifico, un sito o una pagina di login/contatti. Il motore di ricerca funge, di fatto, da “menù di navigazione”.
Esempi di query navigazionali
- “Facebook login”
L’utente vuole accedere a Facebook, usando Google come scorciatoia. - “Amazon Contatti”
Vuole trovare la pagina di contatto o assistenza Amazon. - “Apple store Milano orari”
Cerca informazioni di una sede fisica associata al brand Apple. - “Netgear router manuale PDF”
Vuole atterrare su una sezione specifica (download manuali) del sito Netgear.
Come rispondere a questo intento
- Assicurarsi che il brand (o il nome del prodotto/servizio) sia ben posizionato: buona ottimizzazione SEO con nome brand e informazioni aziendali.
- Creare pagine brand-centriche: homepage, pagina “Contatti”, “Chi siamo” facilmente raggiungibili e indicizzate.
- Strutturare il sito in modo chiaro: se l’utente cerca “login” o “contatti”, la pagina deve avere URL e tag chiari (es. “/login”, “/contatti”).
Perché la corretta corrispondenza tra intento di ricerca e contenuto è fondamentale?
- Ranking più alto: Se il tuo contenuto soddisfa pienamente l’intenzione di ricerca, Google tende a premiarlo con posizionamenti migliori.
- User Experience: Un utente che trova esattamente ciò che cerca è più soddisfatto, passa più tempo sulla pagina e riduce la frequenza di rimbalzo (bounce rate).
- Tasso di conversione: Se l’utente è in fase transazionale e trova subito un pulsante “Compra ora”, le possibilità che completi l’acquisto aumentano. Se invece cercava un articolo informativo e lo trova ben fatto, potrebbe considerarti un punto di riferimento, tornare sul tuo sito o iscriversi alla tua mailing list.
- Fidelizzazione: Rispondere bene all’intento significa guadagnare la fiducia dell’utente: quando dovrà approfondire, confrontare o comprare, si ricorderà di te.
Keyword short-tail e long tail
Le parole chiave possono essere distinte in “short-tail” (generalmente 1-2 parole) e “long-tail” (3 o più parole). Le short-tail, come “assicurazione” o “dieta”, generano altissimi volumi di ricerca e garantiscono grande visibilità, ma comportano una concorrenza agguerrita e un intento di ricerca spesso poco definito. Al contrario, le long-tail, molto spesso chiamate keyword a coda lunga, come “miglior fotocamera per fotografia notturna”, pur avendo un volume minore, si caratterizzano per la bassa competizione e un intento d’acquisto o d’azione più chiaro. Integrare un mix di short-tail (meno inflazionate) con un buon numero di long-tail mirate rappresenta una strategia efficace, in particolare per siti con autorità media o bassa, poiché consente di intercettare traffico di qualità e ottenere risultati di posizionamento più stabili sul lungo periodo.
Short-Tail (1-2 parole)
Le short-tail keywords sono composte da una o due parole molto generiche, come “assicurazione” o “dieta”. Sono ricerche ad altissimo volume che attraggono un gran numero di visitatori, ma presentano anche notevoli svantaggi:
- Vantaggi:
- Grande visibilità: possono intercettare migliaia (o milioni) di ricerche.
- Possibilità di brand awareness: essere presenti per una keyword generica può far conoscere il tuo marchio a un vasto pubblico.
- Svantaggi:
- Competizione elevata: spesso dominano le aziende già autorevoli o con budget importanti.
- Intento poco chiaro: chi cerca “assicurazione” potrebbe volere informazioni generiche, un preventivo, o curiosare senza un vero interesse d’acquisto.
Per le aziende di piccole e medie dimensioni, puntare esclusivamente su keyword generiche può essere dispendioso e poco efficace. Una strategia equilibrata prevede di affiancare alle short-tail anche termini più specifici, così da canalizzare un pubblico realmente interessato.
Long-Tail (3+ parole)
Le long-tail keywords, composte da tre o più parole (ad es. “come configurare parole chiave SEO WordPress in 5 passi”), hanno di solito un volume di ricerca inferiore, ma vantano alcuni benefici strategici:
- Minor concorrenza: spesso le aziende non si focalizzano su frasi molto specifiche, lasciando spazio per posizionarsi più facilmente.
- Intento più definito: chi scrive “miglior fotocamera mirrorless per fotografia notturna” ha un bisogno chiaro; questo si traduce in un traffico di qualità.
- Percentuali di conversione più alte: l’utente che formula una domanda dettagliata è generalmente più predisposto a compiere un’azione (acquisto, iscrizione, contatto).
Per siti con autorità media o bassa, le long-tail rappresentano un’ottima opportunità: combinare un piccolo numero di short-tail (possibilmente non troppo inflazionate) con molte long-tail può portare a un traffico mirato e a risultati più rapidi in termini di posizionamento.
Serp che risponde a Short-Tail
Serp che risponde a Long-Tail
Nelle immagini vediamo due esempi di SERP, la prima risponde alla short-tail “assicurazione auto“, la seconda invece alla long tail “assicurazione auto online per neopatentati“
Cambiano le SERP e anche gli attori che conquistano le prime 4 posizioni sono diversi (fatta eccezione per uno dei risultati presente in entrambe le SERP). Con la short-tail (molto più difficile da posizionare) si ha sicuramente molta più visibilità ma anche un pubblico molto più generico. Nel caso della Long tail invece si va a intercettare meno utenti ma sicuramente molto più qualificati in ottica di conversione.
Keyword informazionali vs. transazionali
Le keyword informazionali (ad es. “come creare un keyword cluster SEO?”) sono ideali per i blog o le sezioni di approfondimento del tuo sito. Intercettano utenti nella fase iniziale del funnel (awareness), desiderosi di imparare o risolvere un problema. In questo contesto:
- Contenuti in stile tutorial, guide, articoli: aiutano a soddisfare la curiosità degli utenti e a creare autorevolezza.
- Long-tail informazionali: convengono soprattutto se la competitività è elevata, perché puntano a ricerche più specifiche (es. “come creare un keyword cluster SEO in 5 step”).
Le keyword transazionali (“compra hosting scontato”, “abbonati a Netflix”) sono invece fondamentali per l’e-commerce, poiché richiamano un’azione immediata di acquisto o di iscrizione. In questo caso:
- Pagine di vendita, schede prodotto, carrelli acquisto: devono essere ottimizzate per intercettare chi è pronto a convertire.
- Short-tail transazionali sulle pagine di categoria: ad esempio, “scarpe running donna” può portare ampio traffico a una categoria specifica, mentre la concorrenza sarà più alta.
- Long-tail transazionali sulle pagine prodotto: frasi dettagliate (“scarpe running donna Nike taglia 38 sconto”) attirano chi sa già cosa vuole e garantiscono conversioni maggiori.
In pratica, si possono affiancare short-tail ad alta visibilità (soprattutto per le macro-categorie e i macro-temi) e long-tail più mirate e meno competitive (ideali sia per articoli di blog che per prodotti specifici). L’importante è adattare la keyword al contenuto e all’utente che la sta cercando: non confondere, ad esempio, un’intenzione informativa con una pagina di vendita, o viceversa.
L’importanza di identificare keyword brand e navigazionali
Accanto alle classiche distinzioni tra informazionali e transazionali, non vanno trascurate le keyword brand navigazionali. Includono il nome di un marchio o di un sito (es. “Zara collezione estate”) e sono fondamentali per:
- Intercettare chi conosce già il brand: l’utente vuole atterrare direttamente sul sito o su una collezione specifica.
- Monitorare la concorrenza: i competitor possono acquistare annunci PPC su parole chiave che contengono il tuo marchio, sottraendo potenziali clienti.
Ottimizzare pagine e contenuti per queste query (ad es. “TuoBrand collezione 2023”, “TuoBrand login”) assicura che gli utenti trovino rapidamente le informazioni desiderate, rafforza la presenza ufficiale del tuo brand nelle SERP e ti protegge da eventuali “invasioni” da parte dei competitor.
Valutare il Volume di Ricerca delle Parole Chiave
Dopo aver compreso come short-tail e long-tail si differenzino e l’importanza di distinguere keyword informazionali da quelle commerciali, è fondamentale capire come stimare la popolarità di ogni termine, vale a dire il volume ricerca keyword.
Strumenti di base (Google Keyword Planner, Moz, Ahrefs, Semrush)
Google Keyword Planner è uno dei più usati, sebbene fornisca range di volume piuttosto ampi se non si ha una campagna Ads attiva.
- Fornisce dati come media mensile di ricerche e CPC stimato.
- Utile per un primo sguardo, ma talvolta impreciso se hai un budget ads pari a zero.
Moz e Ahrefs sfruttano dati di clickstream (utente reale) e rielaborano stime di volume, quindi le cifre potrebbero differire dal Planner di Google.
Semrush incrocia diverse fonti e restituisce stime spesso attendibili, soprattutto per lingue molto usate come l’inglese. Per l’Italia è comunque preciso, e in più ti mostra la “Personal KD” (vedi dopo).
Limiti e stime: come interpretare i dati di volume ricerca keyword
Quando un tool indica “5.400 ricerche mensili” per una specifica parola chiave, non significa che avrai 5.400 visite se ti posizioni in prima pagina. Alcuni utenti non cliccano (ad esempio, se trovano la risposta in uno snippet), altri cliccano su annunci sponsorizzati.
Pertanto, il volume è una bussola generale: ti dice se una keyword è popolare, ma non garantisce il traffico effettivo. Incrocia i dati di più strumenti e valuta anche la concorrenza.
Ahref
Semrush
Google Keyword Planner
Tendenze nel tempo con Google Trends
Se vuoi sapere se una query è in crescita o in declino, uno strumento fondamentale è Google Trends. Ti mostra l’andamento dell’interesse per una determinata parola chiave su un arco temporale (da pochi mesi a diversi anni).
- Utile in nicchie stagionali: es. “costumi da bagno” (aumento in primavera-estate), “regali di Natale” (picco a dicembre).
- Permette il confronto di più query in parallelo, es. “seo parole chiave wordpress” vs. “plugin seo wordpress”.
Esempio pratico: “Google Ads” vs. “Google AdWords”
Un esempio classico è la transizione dal nome “Google AdWords” all’attuale “Google Ads”. Se analizzi i due termini con Google Trends, noterai che “Google AdWords” era molto cercato fino a qualche anno fa, ma oggi il trend è drasticamente ridotto, soppiantato da “Google Ads”.
Se crei un contenuto ex novo, è preferibile puntare sul nome aggiornato (“Google Ads”) perché intercetta meglio il volume di ricerca parole chiave attuale. Al limite, puoi inserire riferimenti a “Google AsWords” come sinonimo storico, per coprire anche chi ancora fa quell’associazione.
Keyword Difficulty (KD): Che Cos’è e Perché Conta
Oltre al volume, devi valutare anche la keyword difficulty, vediamo cos’è e come influisce sul posizionamento.
La Keyword Difficulty (KD) è un indice (spesso da 0 a 100) che misura quanto sia complesso competere per una determinata parola chiave. Se la KD è alta, ci sono siti già ben piazzati e autorevoli che occupano i primi posti, rendendo più arduo scalzarli.
Fattori che ne influenzano il valore
- Backlink: Più link di qualità riceve una pagina posizionata, più è robusta la sua autorità.
- Dominio autorevole: Se in SERP ci sono brand noti con Domain Authority elevata, la KD si alza.
- Contenuti di qualità: Se i competitor hanno già testi molto approfonditi, dovrai fare ancora meglio per emergere.
Confronto tra tool (Semrush, Ahrefs, Moz, SEOZoom)
- Semrush fornisce un KD generico e, in alcune versioni, una “Personal KD” tarata sul tuo dominio.
- Ahrefs valuta il numero medio di backlink delle prime pagine.
- Moz usa metriche come Page Authority e Domain Authority.
- SEOZoom, più focalizzato sull’Italia, calcola la keyword difficulty SEOZoom tenendo in considerazione la Zoom Authority e la concorrenza nella SERP italiana.
SeoZoom
Semrush
Reverse engineering dei siti concorrenti
Una strategia spesso sottovalutata è analizzare i primi 10 risultati per la keyword che vuoi targetizzare:
- Quanti backlink hanno?
- Che dominio e autorevolezza possiedono?
- Quanto è lungo e approfondito il contenuto?
Se i siti in top 10 hanno un profilo backlink fortissimo e contenuti eccellenti, la KD sarà inevitabilmente alta. Svolgere questo “reverse engineering” ti aiuta a capire se hai bisogno di rafforzare la tua strategia di link building, migliorare la struttura del testo o aggiungere elementi multimediali (video, infografiche) per superare la concorrenza.
Mettere Insieme i pezzi per iniziare uno studio delle Keyword
Ora che abbiamo esplorato i diversi tipi di keyword, gli intenti di ricerca e il modo in cui volume e competitività influiscono sul posizionamento, possiamo finalmente integrare tutte queste informazioni per creare una strategia SEO coerente. Sapere quando usare parole chiave informazionali o transazionali, scegliere tra short-tail e long-tail, e valutare costantemente la keyword difficulty, significa allineare il nostro lavoro agli effettivi bisogni degli utenti e alle dinamiche della concorrenza. Nel prossimo articolo parleremo di come effettuare uno studio approfondito delle keyword, mettendo in pratica i concetti visti finora.
Serve una strategia coerente con il tuo modello operativo?
Queste sono le aree in cui intervengo.
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